...Una regola base è quella di non dare la poppa al mare o al lago grosso che siano.
...Le onde rischiano di far intraversare lo scafo causando una straorza ...
...Se lo si prende al traverso occorre zigzagare puggiando quando si sale sulla cresta, orzando nella discesa.
Caro Jackdiquadri, mi fa molto piacere che tu sia appassionato di vela, insieme all'Antani ed al Cb900bol d'or.
La vela è uno dei migliori modi di vivere il mare nel suo rispetto più ampio possibile, sia che si governi un Vaurien, sia che si timoni uno yacht cabinato.
Il sapor di salmastro impregna le narici, la pelle e...l'animo, come un ritorno ancestrale alle nostre origini in un ambiente che può essere amico o nemico, come nelle foto che ho postato.
E' comunque ciò che il sapiente Erich Fromm definirebbe
l'essere contrapposto all'avere.

Purtuttavia ritengo necessario effettuare alcune osservazioni tecniche a complemento di quanto detto dall'Antani, navigatore di acque lacustri nordiche, battute spesso da venti rafficosi e freddi che possono alzare un'onda corta in frequenza ed assai ripida e fastidiosa.
Siffatti laghi necessitano di grande esperienza per essere veleggiati, soprattutto con barche da regata leggere, velocissime ed estremamente invelate, in cui la stabilità tende ad essere data principalmente dal peso dell'equipaggio (ai trapezi e/o su terrazze apposite).
Quando si affronta un mare corto, non alto e che non franga, solo al traverso ed in regata può essere utile la manovra che ha detto di poggiare sulla cresta ed orzare nel cavo, favorendo la planata e quindi la velocità della barca, ma ben diverso è il discorso di bolina od in mare aperto con onde alte con creste che frangano.
Di bolina (risalendo il vento... ed il mare) l'onda la si affronta al mascone di prua, orzando mentre si sale sull'onda e poggiando quando si ridiscende nel cavo.
Quando si è in mare aperto con mare molto grosso questa manovra è imperativa nel risalire il vento di bolina e con mare di prua.
Pericoloso è invece navigare con un mare grosso e frangente al traverso, dovendosi dare il giardinetto di poppa al mare stando attentissimi alle straorzate (in cui si possono mettere le crocette dell'albero in acqua, altro che i candelieri).
In condizioni estreme i grandi navigatori solitari convengono di usare una 'cappa filante', ovvero fuggire alla potenza del mare assecondandolo e dandogli il giardinetto di poppa, magari riducendo la velocità della barca con cime filate di poppa.
Se vi è una costa sottovento...beh, allora sono... 'uccelli per diabetici'.
Lungo sarebbe il discorso sulla regolazione delle vele, importante anch'esso, ma non volendo essere troppo tedioso, verboso, querulo e logorroico come sempre, qui mi fermo.
Se qualcuno di voi avesse domande specifiche sarei comunque ben felice di rispondergli.
Ciao a tutti